IL LETARGO

Riposo e letargo sono funzionali in natura, ma non sempre in cattività…
Come tutti i rettili, anche le tartarughe sono animali eterotermi, ovvero la loro temperatura corporea è uguale a quella dell’ambiente esterno, a differenza dei mammiferi che sono dotati di strutture tali da mantenere il loro corpo a temperatura costante. Quindi, se le temperature superano determinati valori, diventando troppo alte o troppo basse, le tartarughe entrano in uno stato di vita latente riducendo ogni tipo di attività. Tale meccanismo metabolico è chiamato letargo o ibernazione quando si verifica per il freddo, estivazione se dovuto al caldo. Quasi tutte le specie sono interessate da questo comportamento, a parte quelle originarie dei climi più caldi che tutt’al più trascorrono alcuni periodi di brumazione, sorta di latenza più breve e a temperature più miti, mai sottozero.
Quando dunque cominciano ad avvertire delle condizioni climatiche che vanno circa sotto i 15 °C e sopra i 35 °C, le tartarughe individuano un luogo riparato dove sistemarsi praticamente immobili, senza mangiare, fino a che la temperatura non varia nuovamente, risalendo o scendendo.
Le tartarughe di terra tendono a seppellirsi parzialmente se non totalmente sotto la sabbia o materiale simile, mentre quelle acquatiche si ritirano nel fango sott’acqua. Lo scopo è per tutte quello di ridurre l’influenza diretta della temperatura ambientale e conservare la temperatura minima vitale.